INSERIMENTO AL NIDO: COSA ASPETTARSI E COME AFFRONTARLO

L’inserimento al nido potrebbe portare ai bambini un po’ di malessere, dovuto al fatto che questi, per la prima volta, si staccano dalla mamma e dal papà e si trovano ad essere catapultati in un mondo letteralmente nuovo, con persone sconosciute.

Ma quanto dura l’inserimento di un bambino al nido?

Esistono dei consigli che possono aiutare i genitori ad aiutare il piccolo nel distacco e agevolare il suo inserimento?

Vediamo insieme le risposte a queste e ad altre domande che si pongono spesso i genitori quando il bambino è prossimo all’inserimento al nido.

 

Inserimento al nido: i migliori suggerimenti

Nei primi giorni in cui il piccolo va all’asilo è normale che pianga e si disperi: si tratta di un’età delicata, dove i piccoli sentono ancora fortemente il bisogno del contatto e della vicinanza della madre.

Cosa consigliano le educatrici in ordine all’inserimento dei bambini all’asilo nido?

I pedagogisti ci danno al riguardo alcuni consigli utili, essendo l’inserimento al nido un momento delicato in cui entrano in gioco tante emozioni e sensazioni, non solo da parte del bambino, ma da parte dei genitori stessi. Innanzitutto i pedagogisti consigliano ai genitori di mostrarsi di fronte al piccolo contenti e pieni di entusiasmo per questa novità, anche se questi sentimenti non corrispondono a quelli provati realmente.

È poi importante cercare di dare fiducia al piccolo e infondergli serenità: se il bambino fa capricci non bisogna cedere, ma è necessario offrirgli sostegno e consolarlo quando manifesta il suo disagio nel recarsi al nido nei primissimi giorni, per non farlo sentire abbandonato. Vediamo adesso alcuni suggerimenti pratici e utili che aiutano i genitori a rispettare i tempi del bambino durante l’inserimento al nido.

 

Come si svolge l’inserimento al nido?

Per agevolare l’inserimento del bambino al nido possono essere applicati i seguenti consigli utili: in primis va ricordato che non necessariamente il bambino deve essere inserito immediatamente e a “tempo pieno”: per facilitare il suo inserimento si può provare a portarlo soltanto per un paio di ore al giorno, nei primissimi giorni, senza alcuna fretta, così come prevede il modello dell’inserimento “tradizionale”.

Quest’ultimo è infatti quello adottato ancora oggi nella maggior parte dei nidi italiani, e ha una durata di circa due settimane: durante questi 15 giorni il bambino frequenta il nido per poche ore al giorno, prima con affianco uno dei due genitori e poi da solo.

Via via che passano i giorni il tempo passato nel nido aumenta, fino ad arrivare alla frequentazione full time, in assenza dei genitori. In questo modo il distacco dei genitori con il bambino, e di quest’ultimo con i genitori, sarà decisamente minore.

Fino a quando il bambino non si è completamente e perfettamente inserito è comunque sconsigliabile lasciarlo al nido durante il riposo quotidiano. È bene inoltre evitare di fare commenti negativi sulla maestra, parlandone invece sempre bene in sua presenza.

 

Quanto dura l’inserimento al nido?

I tempi dell’inserimento al nido non sono uguali per tutti i bambini, al riguardo non esiste una regola assoluta perché tutto dipende dalle variabili in gioco: dalla struttura del nido, dal carattere del bambino e dei genitori. Solitamente bastano dieci giorni/quindici giorni e il bambino si adatta facilmente alla nuova situazione (dopo un primo periodo brevissimo di sconvolgimento i bambini sono in genere disposti ad accettare tutte le novità che il mondo e i genitori gli prospettano).

In ogni asilo nido esiste comunque una sorta di “tabella dell’inserimento”: si tratta di uno schema che va rispettato per aiutare il bambino ad ambientarsi con più facilità.

L’inserimento del bambino, comunque, viene valutato gradualmente dall’educatrice in accordo con la mamma: la prima informa quest’ultima sull’andamento dell’inserimento, in modo da concordare l’eventuale prolungamento dell’orario in cui il piccolo deve rimanere all’asilo (fino all’ora di pranzo, ad esempio).

Spesso i genitori si chiedono se esistano oggetti che, in qualche modo, possano facilitare l’inserimento al nido del bambino.

Effettivamente alcuni oggetti possono tornare utili, e per questo si consiglia di tenerli sempre a portata di mano: in particolare il ciuccio, uno o più giocattoli preferiti (orsetti o libro preferito).