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BABYWEARING: PUÒ ESSERE LA SOLUZIONI ALLE COLICHE? SCOPRILO

Il babywearing, letteralmente “indossare il bambino”, è una pratica antichissima che riproduce l’atmosfera del ventre materno. Avvolto al corpo di mamma o papà con un adeguato supporto come una fascia elastica o rigida, il piccolo si sente confortato, protetto e rilassato. Ha notevoli benefici, rivelandosi una soluzione efficace contro le coliche del lattante.

 

Cos’è il babywearing?

Avvolgere il proprio bambino attorno al corpo con una fascia porta bebè o un marsupio non è una moda lanciata da una qualche affermata fashion blogger, ma è una pratica impiegata anticamente dalle donne africane, asiatiche, indiane e americane per poter svolgere tranquillamente le attività lavorative e di sopravvivenza, accudendo al tempo stesso il neonato. Si trattava quindi di una soluzione adeguata alle necessità della madre.

Il babywearing consente di creare un ambiente molto simile al grembo della mamma, in cui il bimbo (specialmente nei primi tre mesi di vita) riesce a percepire una gradevole sensazione di contenimento, sicurezza e protezione. Sentire il calore e l’odore della pelle del genitore crea una profonda soddisfazione e benessere nel neonato con notevoli effetti positivi anche dal punto di vista fisico.

 

Quali sono i vantaggi del babywearing

Il babywearing regala notevoli benefici ai genitori ma soprattutto al bambino. A livello psicologico permette di:

  • assecondare il bisogno di vicinanza del piccolo al corpo materno nei primi mesi di vita;
  • creare una profonda empatia tra mamma e lattante, fortificando il legame;
  • limitare il pianto del bambino;
  • prevenire la depressione post partum che affligge le donne nei giorni successivi al parto. Il contatto con la pelle del bambino stimola la naturale produzione degli ormoni anti-depressivi, utili anche per favorire l’allattamento;
  • offrire un importante nutrimento emotivo al lattante, trasmettendo il calore e l’amore incondizionato della mamma.


L’uso della fascia porta bebè, inoltre, regala notevoli vantaggi dal punto di vista fisico e pratico. Alternare il marsupio ai più tradizionali passeggini o all’ovetto consente infatti di:

  • distribuire meglio il peso del piccolo senza affaticare eccessivamente le spalle e la schiena di mamma o papà;
  • avere le mani libere per poter svolgere qualsiasi attività senza essere vincolati;
  • stimolare il corretto sviluppo neuro-motorio e delle anche del lattante;
  • migliorare il senso dell’equilibrio;
  • ridurre il reflusso gastroesofageo e stimolare l’attaccamento al seno materno
  • favorire il sonno sereno, senza bruschi risvegli o pianti inconsolabili;
  • evitare l’appiattimento del capo, causato dal contatto prolungato con cuscini o superfici non adeguate durante il risposo pomeridiano o notturno;
  • mantenere la temperatura corporea del bambino costante;
  • aumentare l’interazione del bimbo con l’ambiente circostante, proteggendolo al tempo stesso dai gas di scarico delle auto, dei mezzi pesanti e a due ruote;
  • aumentare l’effetto terapeutico nei bambini affetti da disabilità oppure nati prematuramente.


Ovviamente, la pratica dei babywearing non è consigliata solo alle mamme, ma può essere praticata anche dai papà, in modo da far maturare e approfondire il legame con il bebè.

 

Come utilizzare in tutta sicurezza la fascia porta bebè

La fascia porta bebè può essere impiegata già a partire dai primi giorni di vita, usandola con criterio e seguendo delle regole semplicissime. Trattandosi di un tessuto elastico non è adatto ai mezzi di trasporto (automobile, bicicletta, motorino) fatta eccezione per il tram, il treno, l’aereo o l’autobus.

È consigliato testare le legature vicino al divano, al letto o comunque accanto ad una superficie morbida, facendosi supportare dal partner in modo da prevenire possibili cadute accidentali. Le fasce che hanno perso la loro elasticità, o peggio che presentano delle parti scucite o danneggiate, non vanno assolutamente utilizzate ma gettate immediatamente nella spazzatura.

Mentre si fa pratica, è importante che il genitore si accerti che le vie respiratorie del bebè (naso e bocca) rimangano libere, mai coperte dal tessuto oppure compresse contro il corpo di mamma o papà.

Quando si parla di fasce per neonati, un prodotto non vale mai l’altro. Per una scelta consapevole bisogna orientarsi su un supporto resistente e che sia anche ergonomico, in grado di rispettare la delicata fisionomia del bimbo ma anche del genitore. Solo in tal senso, il babywearing potrebbe diventare un’esperienza divertente, vantaggiosa e soprattutto sicura per entrambi.

In base all’età del bimbo esistono diverse fasce per garantire un comfort adeguato:

  • fascia rigida. Il supporto è indicato per sostenere il delicato capo del bimbi di 3-4 mesi. Si presta a diverse tipologie di legature dalla tradizionale cuore a cuore, fino a quella laterale e sulla schiena;
  • fascia elastica. È adatta ai bambini più piccini e ai neonati. Sostiene perfettamente fino a 6-8 Kg di peso del piccolo e prevede un’unica legatura, quella pancia a pancia;
  • ring. Si tratta di una fascia ad anello e che può essere impiegata solo per i tragitti brevi;
  • marsupio. Costituito da una sacca con cinture che garantiscono un adeguato sostegno al bimbo ma anche alle spalle e alla schiena del genitore, è disponibile in diverse misure e tipologie di tessuto in base all’età e al peso del neonato;
  • mei tai. È sostanzialmente un mix tra fascia e marsupio, solo che risulta essere molto più strutturato. Garantisce un contatto diretto pelle a pelle, ma è già pronto all’uso, non deve essere legato ed è parecchio sicuro.


La fascia bebè si rivela un buon metodo per aumentare la consapevolezza di sè nel bimbo e limitare i suoi pianti inconsolabili.

Per verificarne l’efficacia, un gruppo di ricercatori ha messo a confronto due metodi educativi differenti: ad una squadra di genitori è stato chiesto di addormentare i propri figli in braccio o meglio di utilizzare la fascia; all’altra squadra, invece, è stato proposto il metodo europeo che consiste nel far dormire il piccolo nel lettino oppure nel passeggino. Dal test, si è evidenziato che i lattanti appartenenti al primo gruppo erano molto più sereni rispetto a quelli allevati con uno scarso contatto pelle a pelle.

Da qui ne consegue che, anche le coliche notturne possono essere facilmente trattate mantenendo la vicinanza con uno o entrambi i genitori. Ma cosa sono esattamente le coliche del lattante?

 

Coliche del lattante: cosa sono e come il babywearing può essere utile

Nei primi tre mesi di vita, il neonato è colto da un pianto disperato e inconsolabile. In genere, questo comportamento viene spiegato con attacchi di dolore addominale acuto, definiti in gergo coliche del lattante.

Il disturbo viene accompagnato da contrazioni delle gambe verso l’addome e dalla successiva flessione. Durante questa fase, l’addome si distende e si rilassa comportando l’emissione ripetuta di gas. I ricercatori non sono riusciti ancora a definire la causa principale delle coliche anche se, i fastidi vengono spesso associati ad aerofagia dovuta a un’eccessiva ingestione di aria durante la poppata, oppure al tipo di alimentazione (a base di legumi, di nutrienti mal assorbiti o di latte artificiale). Gli eventi comunque diventeranno sempre più rari a partire dal quarto mese di vita.

Tuttavia, non sempre i massaggini, le tisane, l’osteopatia o i probiotici forniscono un rimedio efficace per placare il disturbo del bimbo, motivo per cui alle neo mamme si consiglia di utilizzare la fascia bebè durante le ore diurne anche per il riposino, in modo da controllare e limitare gli episodi di coliche gassose durante la notte.

 

Babywearing: controindicazioni

L’utilizzo della fascia bebè o del marsupio non comporta alcun effetto collaterale o deformazione ossea della schiena. A testimonianza di ciò, le tante migliaia di bimbi allevati anticamente con il babywearing.

Nessun testo scientifico segnala potenziali problemi alla colonna vertebrale e alla struttura ossea in generale. Magari, per evitare futuri disturbi alle anche, è possibile evitare di stringere troppo il tessuto in prossimità delle gambe, nel tentativo di farle crescere dritte. Gli arti inferiori vanno quindi lasciati divaricati e liberi di muoversi.

In sostanza, la fascia è molto più sicura del passeggino e del lettino, in quanto passare molto tempo sdraiato potrebbe comportare ciò che, in gergo medico, viene definito come plagiocefalia posizionale, ovvero una deformazione delle delicate ossa della scatola cranica.

 

Il Baby sling: una valida alternativa alle fasce e ai marsupi

Non sempre tenere il piccolo fasciato al petto e alla pancia risulta essere una pratica comoda per la mamma. Inoltre, potrebbe rappresentare un ostacolo per l’apprendimento dei movimenti, utile per lo sviluppo motorio. Ecco che in questi casi è possibile fare riferimento alle donne !Kung che popolano le savane dell’Africa Centrale.

Le mamme, per esigenze di sopravvivenza e lavoro, trasportano i loro cuccioli fasciandoli alla schiena utilizzando i Baby sling, ovvero delle stoffe oppure delle speciali reti che contengono il bambino posteriormente. Il volto del piccolo è posizionato all’altezza della spalla del genitore, in modo da poter osservare tutto ciò che gli accade intorno dalla stessa prospettiva di mamma e papà.

Le donne !Kung sono in grado di percorrere anche fino a 10-15 Km a piedi per andare in cerca di cibo, sostenendo perfettamente il peso di un bambino di 2-3 anni, senza danni alla struttura ossea. Sulla base delle osservazioni dei ricercatori è emerso che i bambini dell’Africa Centrale imparano a rimanere seduti alcune settimane prima degli europei, così come a mettersi in piedi in autonomia e a camminare con movimenti sincronizzati!

 

Perché scegliere quindi il Babywearing?

Utilizzare la fascia, rigida o elastica, oppure il marsupio o il mei tai, è un’esperienza unica di cui trae vantaggio sia il genitore che il bimbo. Quest’ultimo peraltro, apprende molto presto la sincronizzazione dei propri movimenti con quelli di mamma e papà, imparando così a camminare prima dei due anni d’età e a rendersi autonomo. Secondo un recente studio, l’uso della fascia potrebbe inoltre predisporre il bimbo alle attività di aiuto o di cooperazione.